Salve a tutte e tutti voi!
Oggi, in particolare, voglio proporvi l'analisi e il commento a "Dialoghi con il Creatore" di Renzo Cappellari, opera della scrittrice e poetessa italiana Cinzia Perrone, titolare del blog di attualità, cultura e curiosità Giustinutrimenti.
Finita questa breve ma doverosa introduzione vi lascio a godervi l'analisi e commento di Cinzia Perrone a "Dialoghi con il Creatore" di Renzo Cappellari:
"Questo testo offre una prospettiva profonda e consolante sulla presenza del Divino nella vita umana e sul ruolo cruciale della nostra percezione. Si presenta come un dialogo, sebbene la voce principale sia quella di un "IO" che si identifica chiaramente come una figura onnipresente e amorevole, presumibilmente il Creatore.Il brano inizia con una domanda che riflette un'esperienza umana comune: la sensazione che la presenza divina a volte "sparisca". La risposta del "Creatore" è categorica e illuminante: non può sparire. Al contrario, è l'essere umano che, con le proprie scelte e percezioni, lo "fa sparire". Questo accade, paradossalmente, proprio nei momenti di maggiore necessità.
Il cuore del messaggio risiede nell'affermazione: "IO SONO SEMPRE AL VOSTRO FIANCO". Questa presenza è incondizionata, valida "nel bene e nel male, nella gioia come nel dolore più acuto".
Il testo sottolinea che "Voi siete i creatori della vostra realtà". Questo concetto enfatizza il potere della mente e della convinzione.
Infine, il "Creatore" evidenzia il suo amore incondizionato, che si manifesta nel dono del libero arbitrio: la possibilità di scegliere se averlo o meno al proprio fianco. Ribadisce: "Io sono sempre lì, dove voi Mi ponete", concludendo con un invito affettuoso e pressante a ricordare questa verità in ogni istante.
Questo "dialogo" è una potente metafora spirituale che sposta la responsabilità della "distanza" percepita dal Divino all'individuo.
Il messaggio principale è una rassicurazione fondamentale: il Creatore è sempre presente, immutabile e costante, indipendentemente dalle circostanze esterne o interne. Questo offre un'immensa consolazione, specialmente nei momenti di crisi o disperazione.
Il testo introduce un concetto profondamente spirituale e psicologico: la nostra percezione plasma la nostra realtà. Non è il Divino che si allontana, ma siamo noi a perdere la consapevolezza della sua presenza. Questa idea invita a un'introspezione e a un lavoro sulla propria mentalità e sulla propria fede. Se ci sentiamo soli o abbandonati, il testo suggerisce che la causa non è un'assenza esterna, ma una nostra momentanea cecità o negazione.
Il fatto che il Creatore abbia concesso la libertà di "farlo sparire" è una sublime dimostrazione di amore. Non è un amore coercitivo o impositivo, ma un amore che rispetta la volontà individuale, anche quando essa porta alla disconnessione. Questo sottolinea la natura altruista e non possessiva dell'amore divino.
Il brano ci investe di una notevole responsabilità. Non siamo vittime di un'assenza divina, ma co-creatori della nostra esperienza. Questo può essere un invito a pratiche come la meditazione, la preghiera o la consapevolezza per rafforzare la percezione della presenza divina."
Anche per oggi siamo giusti al termine.
Ricordandovi che "Dialoghi con il Creatore" di Renzo Cappellari vi aspetta su Amazon.it ringrazio tutte e tutti voi per l'attenzione e la pazienza e vi do l'arrivederci a domani con il primo estratto dal libro.
Buon pomeriggio e buona serata!
Con simpatia! 😊
Riccardo



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